L’ozono terapia si basa sulla somministrazione di una miscela gassosa originata mescolando l’ozono con l’ossigeno. Qual è il suo utilizzo in ambito ortopedico? La Dott.ssa Laura Lopes De Carvalho, specialista in fisiatria, spiega i benefici e gli ambiti di trattamento più consueti.

Salute: l’importanza di una buona postura

Ossigeno ozono terapia, quando è utile?

La terapia biologica, come la definisce la Specialista, ha diversi ambiti di utilizzo. Per quanto riguarda la materia ortopedica si ricorre all’ossigeno ozono terapia generalmente per il trattamento di ernie discali o di tutte quelle patologie infiammatorie che coinvolgono l’apparato muscolo scheletrico, tra le quali ricordiamo tendiniti, artriti, artrosi. È utile anche in casi di cervicalgia, lombalgia e patologie sportive.

I benefici dell’ossigeno ozono terapia

In primis ricordiamo l’azione fortemente antinfiammatoria della terapia. “Rispetto al passato – spiega la Dottoressa – oggi l’ossigeno ozono terapia presenta moltissima letteratura a conferma della sua efficacia, in particolar modo nel trattamento dell’ernia discale”. Con ernia si intende (LINK) la fuoriuscita del disco vertebrale dalla sua sede. Ne esistono di vari tipi in base alla zona coinvolta. Queste ernie, andando a toccare un nervo specifico, danno luogo ad uno stato doloroso anche grave, in funzione della zona dove si trova l’ernia, che va trattato. Ad esempio, la compressione del nervo sciatico genererà una sciatalgia, coinvolgendo gli arti inferiori.

  • Facebook
  • cinguettare
  • LinkedIn
  • Pinterest

Ossigeno ozono terapia e ernia del disco

Come agisce questa terapia sull’ernia discale? Oltre a contribuire a diminuire l’infiammazione grazie all’ossidazione locale che produce questo tipo di iniezione, l’ossigeno ozonoterapia vanta un’azione miorilassante. In caso di ernia accompagnata da sintomo doloroso, infatti, si verifica tipicamente una contrattura muscolare, che grazie all’iniezione troverà sollievo. Continua la Lopes: “L’Ossigeno ozono terapia aumenta anche la vascolarizzazione locale e, di conseguenza, facilita il processo di autoguarigione. Insomma, accelera un processo fisiologico che si verificherebbe anche senza seguire una terapia, ma in tempi molto più lunghi (circa 6-8 mesi per l’assorbimento di un’ernia espulsa)”. Con l’ozonoterapia, invece, i tempi di guarigione sono nettamente accorciati.

Dolore e numero di sedute

Secondo i protocolli e le linee guida depositati dal Ministero della Salute la terapia prevedere dieci sedute. Ma il numero di trattamenti necessari al recupero è fortemente variabile e dipende da situazione a situazione, da paziente a paziente. “Un conto – commenta la Dottoressa – è velocizzare un’ernia molto grande, un altro è trattare una protusione piccola, situazione in cui l’obiettivo può essere principalmente quello di ridurre la contrattura muscolare. Io parlerei di un numero di sedute che può variare dalle 6 alle 10”. Il trattamento, sottolinea infine la Lopes, non è doloroso. Si tratta di una puntura intramuscolo che coinvolge i muscoli paravertebrali. “Per la gestione di un’ernia del disco – conclude la Dottoressa – l’ossigeno ozono terapia è una valida opportunità, ma successivamente va valutato insieme allo specialista un trattamento mirato sulla causa che ha fatto sorgere il disturbo, per evitare una recidiva”.

 

Il gomito del tennista: il parere del fisiatra