Durante i due anni dallo scoppio della pandemia, molte persone hanno vissuto situazioni di profonda solitudine. Alcuni studi hanno sottolineato quanto uno stato d’animo del genere si sia accentuato nel corso di un periodo così complicato.

Depressione: riscontrati dei benefici da una nuova molecola sperimentale

Secondo una prima analisi effettuata a gennaio del 2021, inizialmente non sarebbero stati riscontrati cambiamenti significativi nei rapporti sociali. La situazione, però, è variata con il passare del tempo.

Gli studi

Le ricerche sull’ argomento si sono ulteriormente intensificate nell’ultimo periodo e focalizzano la propria attenzione su una vita quotidiana sempre più disagiata. Esse, in linea generale, dimostrano come la pandemia abbia provocato un aumento della sensazione di vuoto da parte di un’ampia cerchia di persone.

A due anni dall’inizio del Covid, il mondo inizia a tirare le somme e ad analizzare le varie conseguenze e gli strascichi che la pandemia ci ha lasciato. Gli stessi provvedimenti messi in atto nell’ultimo biennio dai vari Governi per contenere il contagio hanno sì ridotto l’incidenza della malattia, ma con lei anche la qualità della vita e la psiche di gran parte della popolazione mondiale.

Covid e sesso: la pandemia ci ha cambiati

Secondo studi recenti – ottenuti intervistando oltre 200mila persone di età differenti in tutto il mondo e i cui risultati saranno a breve pubblicati sull’American Psychologist – dal 2020 ad oggi la maggior parte delle persone ha dovuto far fronte a un sostanziale incremento della solitudine. Stando a quanto emerso, alcuni soggetti presentavano una sensazione di solitudine molto evidente, con un calo sostanziale della felicità. Altre persone prese a campione, invece, non hanno segnalato alcun cambiamento nella loro quotidianità. I dati finora raccolti, però, risultano ancora insufficienti per accertare fino in fondo la correlazione tra l’aumento della solitudine e le restrizioni dovute alla pandemia.

Un dato che viene da lontano

Nonostante ciò, alcune ricerche effettuate ancora prima della pandemia avevano già riscontrato il fatto che le capacità relazionali degli esseri umani fossero state ampiamente compromesse in precedenza da fattori terzi rispetto al Covid. Un dato allarmante, a cui la terapia può però lentamente far fronte.

Intraprendere un percorso psicologico in questi casi è fondamentale: nessuno si salva da solo. Porsi in maniera più propositiva verso il prossimo può fare la differenza nell’inversione di questo trend tanto negativo.

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