L’undicesimo appuntamento con QUI Talk – il talk show tutto dedicato alla salute, al benessere e alla bellezza targato Qui Salute Magazine e condotto da Susanna Messaggio – si apre nuovamente all’interno del Cenobio dei Dogi di Camogli, dove la nostra conduttrice ha intervistato il Dott. Paolo Pernthaler, Odontoiatra e specialista di estetica dentale.

Il Dott. Paolo Pernthaler si è laureato in Odontoiatria all’Università di Genova nel 1991, dove si è altresì abilitato alla professione nel 1996. Esperto in materia di faccette dentali, all’interno di questa intervista ci aiuta ad approfondire il tema, ad oggi fonte di curiosità e di dubbi.

Faccette dentali: quando servono e perché se ne fa uso

«Le faccette dentali – spiega il Dott. Pernthaler – servono prima di tutto per avere i denti più bianchi. Secondariamente, nel caso in cui fossero presenti dei piccoli disallineamenti, le faccette possono essere utilizzate per creare un giusto e corretto allineamento delle due arcate. In caso di spazi interdentali marcati e agenesie (mancanza di uno o più denti), inoltre, l’uso di faccette evita il ricorso a un ponte, maggiormente invasivo».

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Il Dott. Paolo Pernthaler spiega il funzionamento delle faccette dentali

Quanto durano? È necessario sostituirle?

«Le faccette dentali sono definitive: non devono essere sostituite, a meno che non succeda qualcosa che ne pregiudichi la stabilità. Nonostante ciò, anche le faccette a seguito di traumi possono rompersi, esattamente come i denti. Se si usa un sistema di adesione corretto, però, è davvero difficile che si stacchino» spiega lo specialista. Per quel che concerne la manutenzione, invece, il procedimento è semplice: è possibile usare sia un normale spazzolino manuale che uno elettrico, in quanto – essendo composte di un materiale molto duro, ma anche elastico, come la ceramica – le faccette riescono a ricoprire la parte esterna del dente proteggendo l’intera struttura dentale. Essendo meno porose dello smalto, inoltre, tendono a macchiarsi in maniera ridotta a contatto con alimenti (quali, ad esempio, i carciofi) e liquidi come caffè e tè, dunque la loro pulizia risulta più facile e agevole».

Di che materiali sono composte?

«Se si parla di un materiale definitivo, si parla di ceramica» continua il Dott. Paolo Pernthaler: «Le faccette possono essere fatte anche in altri materiali estetici, come resina o altri polimeri. Tali sostanze, però, non presentano le stesse caratteristiche della ceramica, quindi possono macchiarsi più facilmente».

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Il Dott. Paolo Pernthaler spiega il funzionamento delle faccette dentali

Quante faccette è possibile utilizzare e su quali denti?

«La faccetta si può fare anche per un dente solo, come nel caso di denti decolorati a seguito di una devitalizzazione. Si può arrivare fino a 10 faccette per arcata, fino al secondo premolare. Il numero effettivo di denti da ricoprire dipende molto dall’ampiezza del sorriso di una persona: da lì si decide quando estendere le faccette».

Una nuova estetica dentale

Il Dott. Pernthaler utilizza le faccette estetiche da circa una decina d’anni. All’inizio faceva uso di quelle realizzate in studio dall’odontotecnico, più spesse di quelle attualmente in commercio. Da circa 4 anni, invece, ha iniziato ad applicare un particolare tipo di faccette sottili come una lente a contatto e che, anche dopo 20 anni, non presentano segni di infiltrazione né alcun cambiamento di colore. «Queste particolari faccette – spiega lo specialista – sono composte da un particolare tipo di ceramica, la cerinite, pre-sintetizzata e composta al proprio interno da cristalli di leucite, i quali permettono di associare spessori minimi a una certa elasticità, particolarmente adatta al processo di cementazione». Benché, inoltre, sia bene valutare ogni singolo caso, dal momento che i denti risultano di rado perfettamente allineati ed è, quindi, spesso necessario sagomarli, con queste specifiche faccette «il ritocco è talmente minimo che nella maggior parte dei casi non viene neppure fatto in anestesia, a meno che un paziente non la richieda espressamente. In questi casi, infatti, si va a togliere solamente 0,2-0,3 mm di smalto: talmente irrisorio da compromettono assolutamente il dente».

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Il Dott. Paolo Pernthaler e Susanna Messaggio

«Le faccette in questione sono le più estetiche sul mercato – prosegue il dottore – oltre che quelle maggiormente testate nel tempo. Offrono un’invasività minima e un tempo di attesa ridotto, dal momento che in sole due sedute (una per l’impronta, una per l’applicazione) il cliente potrà avere le faccette pronte e applicate».

Esistono delle controindicazioni?

«La garanzia della faccetta è data dalla presenza di smalto», conclude il Dott. Pernthaler: «Solo con lo smalto è possibile dare una garanzia di durata e di tenuta. In caso di denti particolarmente ricostruiti, ove sia presente molto materiale resinoso, come ad esempio le otturazioni in composito, la situazione è più complessa: si può comunque effettuare l’applicazione, ma l’adesione della faccetta resta inferiore su un’otturazione piuttosto che su smalto. Un altro problema può essere dato dagli episodi di bruxismo. Essendo questi generalmente più frequenti durante il sonno, però, è possibile evitare di compromettere la tenuta delle faccette utilizzando un byte notturno che le protegga, esattamente come avviene con i denti naturali. Nei casi più gravi, in cui gli episodi di bruxismo si verificano anche nei momenti di veglia, durante il giorno, l’uso delle faccette risulta invece sconsigliato».

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Il Dott. Paolo Pernthaler durante l’intervista di QUI Talk al Cenobio dei Dogi

«Il sorriso è il miglior biglietto da visita che si possa esibire. Non tutti, però, hanno la fortuna di avere naturalmente dei bei denti. Le faccette dentali sono pronte a venire in soccorso di chi ne ha più bisogno: si tratta di sottili lamine in ceramica o in materiale composito di spessore molto sottile, le quali vengono incollate sulla superficie esterna dei denti anteriori dell’arcata superiore e/o inferiore». (Dott. Paolo Pernthaler)

Nel lasciare ai lettori alcuni spunti iniziali di riflessione – accompagnati da una breve serie di immagini di backstage – vi invitiamo a non perdere l’intervista completa al Dott. Paolo Pernthaler.

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