Covid19 e prevenzione tumore al seno – I controlli di screening e le visite di prevenzione rappresentano un’ottima abitudine per salvaguardare la propria salute e non andrebbero mai rimandati, nonostante la pandemia. 

 

  • Facebook
  • cinguettare
  • LinkedIn
  • Pinterest

Dott. Alessandro Garlaschi

Ospedali e strutture sanitarie nel corso dell’ultimo anno hanno dovuto fare i conti con l’emergenza, adibendo alcune aree al solo trattamento dei pazienti affetti da Covid19. In questo scenario, a volte per loro scelta o spesso per motivi indipendenti da loro, molte donne hanno interrotto la loro routine di prevenzione anche nell’ambito del tumore al seno. D’altronde, si saranno dette, quale differenza può fare rimandare di qualche mese? Sfatiamo questo mito: anche un piccolo ritardo nei controlli di screening può essere cruciale. Il Dottor Alessandro Garlaschi, radiologo senologo da lungo tempo impegnato presso il Centro Senologico del Policlinico San Martino, spiega alle pagine di Qui Salute Magazine che la tempestività è fondamentale: in un momento storico in cui si conoscono molti dei fattori di rischio, ma tanti altri restano ancora un mistero, la fase della diagnosi è in assoluto la più importante all’interno di un percorso di salute e cura di sé. Dalla diagnosi precoce, infatti, dipendono il successo della terapia e il buon esito di cura. 

 

Tumore al seno: a rischio una donna su sette

Secondo alcuni dati tratti dalla Guida dei Tumori 2018 dell’AIRC, una donna su sette ha una possibilità di incorrere nella neoplasia. Il dato è certamente allarmante, ma d’altrocanto – spiega il Dott. Garlaschi – le probabilità di guarigione è prossima al 92% se il tumore al seno è individuato precocemente, quando il suo sviluppo è ancora nella fase iniziale. In quest’ottica, abbracciare uno stile di vita sano e fatto di prevenzione è il modo migliore per salvarsi. Come bisognerebbe agire? La visita clinica presso uno specialista e gli esami diagnostici ad hoc rappresentano l’unica strada da percorrere.

 

  • Facebook
  • cinguettare
  • LinkedIn
  • Pinterest

 

E l’autopalpazione? Si sente spesso parlare di monitorare con il fai da te l’eventuale presenza di anomalie a livello di seno e mammella, ma non è così facile. Innanzitutto non è semplice eseguire un controllo nella maniera corretta, inoltre attraverso la palpazione si riescono ad individuare soprattutto lesioni superficiali e, soprattutto, già di una certa dimensione. L’obiettivo della prevenzione è individuare e intervenire prima che la formazione tumorale cresca tanto da essere rilevata al tocco. 

 

  • Facebook
  • cinguettare
  • LinkedIn
  • Pinterest

Anche le donne giovani sono a rischio

Il Dott. Garlaschi fa notare che sempre più spesso queste manifestazioni tumorali riguardano ragazze di giovane età e questi casi sono spesso proprio i più aggressivi. Per questo motivo un controllo è sempre consigliato a partire indicativamente dai 30 anni, con cadenza annuale. Si può decidere di eseguire un controllo anche prima, soprattutto se esiste una familiarità con la neoplasia, un fattore che può incidere significativamente. 

 

Dalla mammografia all’ecografia: gli esami diagnostici

  • Facebook
  • cinguettare
  • LinkedIn
  • Pinterest
Al giorno d’oggi gli specialisti del settore hanno a disposizione strumenti e tecniche diverse per indagare la presenza di un tumore della mammella. Oltre alla visita clinica con palpazione da parte dello specialista, al di sotto dei 40 anni l’indagine da eseguire è l’ecografia, per ragioni di radioprotezionistica. La mammografia è riservata generalmente alle over 40; inoltre in altri casi si ricorre anche alla risonanza magnetica, che permette di identificare noduli molto piccoli.

 

 

Il ruolo delle Breast Unit

Il tumore al seno è una neoplasia molto diffusa, non a caso sono nate sul territorio le Breast Unit. Il Dott. Garlaschi è membro della Breast Unit del Policlinico San Martino di Genova: “Si tratta di reparti multidisciplinari in cui diversi specialisti si incontrano settimanalmente per discutere i casi più complessi e stabilire insieme i percorsi terapeutici indicati, intervento compreso”.

È sempre importante affidarsi a specialisti altamente qualificati, capaci di restituire prima di tutto l’aspetto funzionale alla paziente, senza dimenticare di salvaguardare anche l’aspetto estetico che incide fortemente sulla sfera psicologica di ogni donna che affronta un simile percorso.