Le piazze e i monumenti delle principali città italiane si colorano di rosa a ricordare che il mese di ottobre è dedicato alla prevenzione del tumore del seno. E un po’ ovunque campeggia l’inconfondibile fiocco rosa: vi siete mai accorti che il fiocco in questione è incompleto? Non è certo un caso: l’immagine vuole essere manifesto della necessità urgente di trovare nuove cure, per poter “chiudere il cerchio”, pardon, il nastro delle cure per le donne affette dalla neoplasia. 

 

55 mila donne in Italia con tumore al seno

Il tumore della mammella è la neoplasia più diffusa fra il sesso femminile. Nel 2020 sono state circa 55 mila le donne a cui in Italia è stata diagnosticata la malattia allo stadio avanzato. Più di 37 mila vivono con una diagnosi di malattia metastatica. Insomma, una donna su otto nell’arco della vita deve affrontare una diagnosi di neoplasia mammaria. Nonostante il continuo aumento dell’incidenza (+0,9 per cento ogni anno), le morti per cancro al seno sono in calo grazie alla diagnosi precoce, a un migliore screening, a una maggiore consapevolezza e a nuove opzioni di trattamento. La mortalità ha fatto segnare un calo del 6 per cento nel 2020 rispetto al 2015. 

 

Tumore al seno: fare prevenzione al tempo della pandemia

 

Il lockdown frena la prevenzione

La ricerca prosegue ma c’è ancora molto da fare. L’impegno per lo screening è serrato, ancor di più ora che dopo che alcuni ricercatori hanno stimato che nel 2020 in Italia, nei soli tre mesi di lockdown, circa 10 mila pazienti potrebbero non aver ricevuto una diagnosi precoce di tumore al seno, un numero che sale a 16 mila comprendendo il trimestre successivo. In questo panorama vale la pena ricordare che la diagnosi più è precoce, più permette cure efficaci. 

 

Il ruolo della prevenzione

I controlli rappresentano un importante atto di prevenzione e andrebbero eseguiti periodicamente secondo le indicazioni dei piani sanitari e in base a eventuali predisposizioni note della singola persona. E’ molto importante trasmettere il messaggio secondo cui non bisogna aspettare l’insorgenza di sintomi per prenotare un controllo: la diagnosi è precoce solo quando permette di individuare la neoplasia allo stadio iniziale, quando un nodulo non è ancora palpabile dallo specialista o dalla stessa paziente. 

La prevenzione del tumore del seno deve cominciare a partire dai 20 anni di età con controlli annuali del seno eseguiti da uno specialista senologo, affiancati alla mammografia biennale dopo i 50 anni o all’ecografia, ma solo in caso di necessità, in donne giovani.

 

Conosciamo il chirurgo senologo: ecco perché è importante una visita di controllo

 

I tumori al seno non sono tutti uguali

Ne esistono almeno quattro tipi: due tipi di tumore ormono-responsivo, l’Her2 positivo e il triplo negativo. Quest’ultimo è il più insidioso: è una malattia difficile e al momento non esistono terapie mirate, tuttavia la ricerca avanza rapidamente e ogni giorni si accendono nuove speranze. Qualche numero a testimonianza dei progressi della ricerca per la diagnosi e la cura del cancro al seno: oggi circa 9 donne su 10 (87 per cento) sono vive dopo 5 anni dalla diagnosi di tumore mammario e 8 su 10 (80 per cento) lo sono a 10 anni dalla diagnosi.