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Orecchie a sventola: si può intervenire

Orecchie a sventola: si può intervenire

L’otoplastica, nota anche come chirurgia estetica dell’orecchio, è una procedura volta a modificare la forma, la posizione o le dimensioni delle orecchie. Ad esmepio, delle orecchie comunemente dette a sventola.

Può essere eseguita a qualsiasi età, dopo che le orecchie hanno raggiunto il loro sviluppo completo, di solito dopo i 5 anni, fino all’età adulta. Di solito è in età adolescenziale che si fa sentire i primi disagi, prima per le giovani ragazze, qualche tempo più tardi per i ragazzi.

 

Perché ricorrere all’otoplastica?

Potresti prendere in considerazione l’idea di sottoporti a questo tipo di intervento se hai orecchie ad ansa, che sporgono troppo, oppure sproporzionate o se non sei soddisfatto di un precedente intervento chirurgico all’orecchio. L’otoplastica viene tipicamente eseguita su entrambe le orecchie per ottimizzare la simmetria. Va sottolineato che l’intervento non modificherà la posizione delle orecchie, né altererà la capacità di udire.

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Sfatiamo un mito

Il Dottor Massimo Renzi, Specialista in Chirurgia Plastica, Chirurgia Estetica, Medicina Estetica, sfata una credenza diffusa riguardo ai rimedi contro le orecchio a sventola: “Le orecchie prominenti o ad ansa sono dovute a una malformazione della cartilagine che costituisce lo scheletro portante dell’orecchio. I tentativi di correzione con metodi empirici, come ad esempio l’uso di nastro adesivo per mantenere l’orecchio nella giusta posizione, sono inutili”. Per questo è importante chiedere un consulto ad uno specialista, per valutare con lui l’entità del disagio, la sua motivazione, e discutere le possibilità di correzione.

 

La visita preliminare

Dopo avere studiato la storia clinica, e non solo del paziente, il medico eseguirà un esame clinico, per determinare le opzioni di trattamento. Il chirurgo esaminerà le orecchie, inclusa la posizione, le dimensioni, la forma e la simmetria. Inoltre potrebbe scattare delle foto da inserire nella cartella clinica. In questa fase è moto importante per il paziente discutere delle sue aspettative rispetto all’otoplastica, spiegando cosa si aspetta dall’intervento. Il medico, dall’altra parte, deve assicurarsi che il paziente comprenda i rischi dell’operazione, seppur minimi.

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L’intervento

In merito all’operazione, il Dott. Renzi spiega: “L’otoplastica può essere eseguita in anestesia locale, ambulatorialmente o in day hospital e ha una durata totale di circa un’ora. Ciò significa che è possibile fare ritorno a casa subito dopo l’intervento o dopo poche ore di osservazione. Intervento “ambulatoriale” non vuole dire eseguito in ambulatorio ma si riferisce al fatto che non è necessario un ricovero; deve però essere praticato in una struttura idonea dotata di una efficiente sala operatoria. Nei bambini e talvolta negli adolescenti è invece più opportuno praticare l’intervento in anestesia generale con un giorno di ricovero”.

 

Attraverso l’otoplastica il difetto viene corretto definitivamente. I rischi dell’operazione sono minimi e la cicatrice sarà quasi del tutto invisibile.

 

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