Il gomito del tennista è un’infiammazione del tendine estensore del polso e delle dita che si manifesta nel suo punto di inserimento nell’osso, nell’epicondilo laterale omerale all’altezza del gomito, da cui deriva il nome medico della patologia. L’epicondilite è a tutti gli effetti una tendinite ed è tra le cause più frequenti di dolore al gomito. 

 

Epicondilite, quali cause?

Generalmente questa infiammazione compare dopo sovraccarichi o movimenti ripetuti. Comunemente detta “gomito del tennista” perché colpisce spesso chi pratica questo sport, la patologia riguarda anche le persone comuni che svolgono determinate attività lavorative che prevedono una posizione particolare del polso per molte ore durante il giorno. 

“Le cause – spiega la Dott.ssa Maria Laura Lopes, specialista Fisiatra – possono essere acute, cioè date da sforzi inconsueti (ad esempio, in caso di allagamento il tipico gesto che si fa per strizzare stracci e asciugamani), o dipendenti da microtraumi. Spesso questa zona del corpo resta per molto tempo in tensione, generando un’infiammazione. Se il polso sta troppo tempo in estensione (ad esempio, nel caso di impiegati d’ufficio, per l’uso prolungato del mouse o della tastiera del pc) il tendine nel tempo può infiammarsi dando vita alla patologia”. 

 

Dott.ssa Lopes Cervicalgia effetti dello Smart working

 

Sintomi e visita dal fisiatra

Il primo sintomo è il dolore, anche importante, che parte dal gomito. “In alcuni casi – continua la specialista – si può avvertire tensione muscolare all’avambraccio. Ad esempio molti pazienti lamentano di non riuscire a versare banalmente l’acqua in un bicchiere, non per mancanza di forza ma a causa del dolore”. Il dolore da acuto può cronicizzarsi, capita molto di frequente nei casi di epicondilite. “Per questo – sottolinea la Lopes – è importante intervenire in fase precoce attraverso una visita specialistica fisiatrica volta a riconoscere la patologia ed escludere altri disturbi”. La visita può essere completata con degli esami strumentali: può essere necessario eseguire un’ecografia per capire come si è sviluppata la patologia, quindi se ci sono delle calcificazioni, se il tendine si è inspessito o se è solamente infiammato, quindi in una fase iniziale. 

 

Gomito del tennista, i trattamenti

è fondamentale agire preventivamente. Se si individua un comportamento che mette sotto stress il tendine del polso è bene modificarlo ad esempio iniziando ad utilizzare in ufficio una tastiera ergonomica o un mouse verticale. “In generale – spiega la Dottoressa – lo stretching è molto importante, anche se spesso viene sottovalutato anche in ambito sportivo, perchè muscoli e i tendini elastici riducono il rischio di infiammazione. Questo vale per qualsiasi distretto corporeo”. 

 

“Se la diagnosi definisce un’epicondilite in fase acuta potrebbe bastare una terapia farmacologica, altrimenti è valida l’alternativa data dalle terapie infiltrative, da valutare caso per caso. Non vanno poi dimenticate le terapie fisiche e la fisioterapia. Il muscolo, in caso di epicondilite, tende a ritrarsi e è necessario sostenerlo attraverso tecniche che favoriscono rilassamento e allungamento. Solo in casi estremi – conclude la Lops – si interviene chirurgicamente”.

 

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