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Chirurgia della mano: i traumi più frequenti

Chirurgia della mano: i traumi più frequenti

Incidenti domestici, traumi stradali, scontri sportivi: le mani, le dita e i polsi sono tra le zone del corpo più sollecitate durante la quotidianità. Per questo sono spesso soggette a traumi e lesioni più o meno gravi, che richiedono l’intervento di uno specialista. Scopriamo insieme al Dottor Mario Igor Rossello, Chirurgo e Ortopedico della mano, i casi più diffusi in cui è necessario ricorrere alla chirurgia per recuperare una funzionalità andata perduta del tutto o in parte. 

 

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Fratture del polso

Lo scafoide è l’osso del polso che più frequentemente incorre in fratture causate da traumi, soprattutto da caduta. La diagnosi, supportata da esami diagnostici come radiografia e in alcuni casi TAC, non è sempre immediata, ma una volta individuata la frattura sarà lo specialista a valutare la necessità di intervenire chirurgicamente. In caso di fratture scomposte, o quando il paziente ha bisogno di un rapido recupero della funzionalità per motivi di lavoro o altro, la via chirurgica attraverso tecniche mininvasive è la più indicata. 

 

Lesioni dei legamenti del polso – La lesione del legamento scafolunato è la più frequente causa di instabilità del polso e coinvolge il legamento che agisce come principale stabilizzatore delle piccole ossa di questa regione corporea. Causata generalmente da una caduta sulla mano estesa, si può incorrere in una lesione parziale minima o in una rottura totale con dissociazione delle due ossa carpali. La gravità della rottura e altri elementi, come il tempo trascorso tra caduta e diagnosi, concorrono a definire il tipo di trattamento da seguire. Questa zona del corpo è spesso sollecitata: un trauma distorsivo importante a carico del polso o piccoli traumi ripetuti possono causare una lesione della fibrocartilagine triangolare, caratterizzata da dolore specialmente quando si prova a muovere il palmo della mano spostandolo verso il basso. In questo caso può rendersi necessario un intervento di artroscopia di polso.

 

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Fratture della mano e delle dita

Composte o scomposte e extra articolari o intra articolari, se raggiungono la superficie articolare, tra le fratture più comuni che coinvolgono l’arto superiore troviamo quelle del metacarpo e della falange, piccole rotture dolorose che non devono essere trascurate al fine di una guarigione corretta. Dove il trattamente conservativo non basta, ci si avvale della chirurgia per allineare i monconi ossei e stabilizzare la frattura. 

 

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Lesioni dei tendini flessori o estensori – I tendini sono lo strumento grazie al quale i muscoli riescono a flettere ed estendere polso, mano e dita. Le cause delle lesioni tendinee possono essere diverse, dal trauma alla ferita da taglio. Una ferita da taglio, anche poco profonda, è in grado di causare una lesione tendinea anche grave, specialmente in alcune regioni del polso dove i tendini scorrono molto prossimi alla cute. L’intervento chirurgico è volto a ripristinare la funzionalità andata perduta. 

Lesioni dei nervi periferici – I nervi periferici degli arti mettono in comunicazione corpo e cervello e possono essere lesionati a causa di traumi da schiacciamento, in conseguenza di traumi aperti, come ferite, o associati a fratture esposte. Di fronte ad una lesione di un nervo periferico il paziente è impossibilitato a muovere attivamente un gruppo muscolare e/o può perdere sensibilità in una zona del corpo e necessita di un trattamento chirurgico finalizzato al recupero della funzionalità. Tra i casi in questione ricordiamo le lesioni del plesso brachiale, del nervo radiale al braccio e al gomito, del nervo mediano dell’avambraccio, polso e mano e del nervo ulnare al gomito, avambraccio, polso e mano.

 

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Reimpianti di mano e dita

Le complesse tecniche microchirurgiche oggi a disposizione della medicina permettono il reimpianto dopo un’amputazione, attraverso interventi di altissima specializzazione. Lo scorso febbraio presso il reparto di Chirurgia della Mano di Savona centro HUB regionale per i reimpianti di mano diretto dal Dott. Rossello, ad un paziente 63enne è stata reimpiantata una mano amputata da un’ascia meccanica. Solo pochi mesi addietro l’equipe aveva reimpiantato un pollice completamente amputato a un paziente 72enne.

 

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Lo specialista valuta ogni singolo caso in base al tipo di lesione, all’età e alle condizioni di salute del paziente, nonché al suo stile di vita e alla sua attività lavorativa o sportiva. Comprendere le necessità funzionali è fondamentale per individuare la soluzione chirurgica più adeguata.

 

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