Oggi si celebra il World Prematurity Day, manifestazione che dal 2011 si pone l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della prematurità e della malattia nei neonati per dare voce alle famiglie dei piccoli pazienti. I neonati prematuri – oltre che più piccoli della norma – sono bambini fragili, che necessitano di maggiori cure, sostegno e attenzione rispetto agli altri.

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Stando ai dati raccolti dal Ministero della Salute, ogni anno in Italia circa il 7% dei bambini nasce prematuro: si tratta di circa 35mila neonati (una stima di 100 al giorno) che vengono al mondo prima della 37a settimana. Un dato che sembra essersi modificato significativamente per le donne in gravidanza che hanno contratto il Covid nel corso degli ultimi due anni: in questo frangente, infatti, il tasso di prematurità è cresciuto tanto da raggiungere il 19,7% di nascite pretermine.

Quest’anno la SIN – Società Italiana di Neonatologia, insieme a Vivere Onlus (coordinamento delle Associazioni dei genitori) ha previsto varie iniziative volte a sensibilizzare e accrescere la consapevolezza sul problema delle nascite premature. Tra queste figura anche la campagna “Zero separation”, promossa da EFCNI European Foundation for the Care of Newborn Infants per garantire la vicinanza genitori-neonato anche in un periodo difficile come la pandemia.