Almeno 8 specie su 10 tra quelle classificate sulla Terra appartengono al phylum degli artropodi, un tipo animale che comprende i crostacei, gli insetti, gli aracnidi. Questa grossa fetta di fauna domina il pianeta dal periodo Cambriano, eppure ci sono ancora alcuni passaggi della loro storia evolutiva che ci sfuggono.
A venirci in soccorso è una creatura con bizzarre caratteristiche anatomiche vissuta 520 milioni di anni fa. Uno studio su Nature descrive sei fossili della nuova specie, la Kylinxia zhangi, riportate alla luce nel deposito cambriano della “fauna di Chengjiang” in Cina: il ritratto che emerge è quello di una sorta di anello mancante tra gli artropodi moderni e altri gruppi animali estinti ad essi affini.. Antico e moderno. I ricercatori del Nanjing Institute of Geology and Palaeontology hanno scelto per la nuova specie un nome ispirato a una chimera della mitologia cinese (la Kylin). In effetti l’animale, che ricorda un gambero, mostra caratteristiche “miste”. Come i moderni artropodi presenta un esoscheletro sclerificato (cioè rigido e con funzioni di supporto), un corpo formato da tanti segmenti e zampe articolate.
Allo stesso tempo, però, ha ancora tratti fisici propri di antichi animali del Cambriano che si pensano lontanamente imparentati con gli artropodi: cinque occhi, come l’Opabinia, e appendici allungate per cacciare come l’Anomalocaris, un predatore apicale del Cambriano apparentemente simile agli artropodi (ma classificato insieme all’Opabinia in un altro gruppo, i Dinocarida).
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Il passaggio che mancava. L’Anomalocaris è considerato una forma ancestrale di artropode, ma alcune sue differenze macroscopiche con gli artropodi moderni hanno sempre fatto sospettare che vi fossero anelli mancanti tra questo predatore e il phylum che conosciamo. «I nostri risultati – dice Zhu Maoyan, tra gli autori dello studio – indicano che la collocazione evolutiva del Kylinxia è proprio tra l’Anomalocaris e i veri artropodi». «La specie rappresenta un fossile di transizione previsto dalla teoria dell’evoluzione di Darwin. Riempie il divario evolutivo tra l’Anomalocaris e i veri artropodi, e forma un anello mancante chiave nelle origini di questo tipo animale» aggiunge il collega Zeng Han.
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