Buone notizie da Bennu: i primi video della “toccata e fuga” di OSIRIS-REx sull’asteroide a 321 milioni di km da Terra mostrano il caos di detriti sollevato dal braccio robotico TAGSAM nel sito di atterraggio, esattamente la prova che stavamo aspettando. La manovra della sonda è infatti riuscita a sollevare una grande quantità di polveri e frammenti di roccia, che la piastra di raccolta di TAGSAM dovrebbe avere – si spera! – facilmente catturato. . Prove fotografiche. Anche se la sequenza di manovre eseguite il 21 ottobre da OSIRIS-REx era risultata impeccabile, restava da capire se la sonda avesse raccolto abbastanza materiale da riportare a Terra: la risposta definitiva l’avremo fra qualche giorno, ma le immagini in sequenza inviate dalla telecamera SamCam, che potete vedere qui sotto, dimostrano che le condizioni di raccolta sono state ottimali.
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Precisa ed efficiente. Il contatto tra OSIRIS-REx e Bennu è durato in tutto 6 secondi, ma la piastra di raccolta era piatta e stabile quando ha toccato il suolo, esercitando una lieve pressione su di esso e penetrando nella regolite. La “testa” di TAGSAM sembra aver sbriciolato parte della superficie porosa sottostante, che la successiva carica d’azoto ha poi sollevato. La maggior parte della raccolta sarebbe avvenuta nei primi tre secondi. Le immagini confermano inoltre la precisione dell’impatto nel sito denominato Nightingale: la sonda ha toccato il suolo entro un metro dal luogo inizialmente pianificato e questo sembra aver dato buoni frutti.. Sulla bilancia (o quasi). Le foto del meccanismo collettore di TAGSAM potranno confermare la riuscita della missione. Sabato 24 ottobre, OSIRIS-REx eseguirà inoltre una sorta di pirouette con il braccio robotico disteso: ogni massa extra a bordo dovrebbe cambiare il momento torcente (semplificando, il movimento meccanico) necessario a far roteare la sonda. Queste manovre serviranno per stimare il peso del campione raccolto, che si spera essere di almeno 60 g. Se però si arrivasse a un chilo o più si tratterebbe del carico extraterrestre più consistente mai riportato a Terra dall’era delle missioni Apollo.
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