Risponde Claudio Manzini, primario del Reparto di Ortopedia e Traumatologia I degli Istituti Clinici Zucchi di Monza.
Non esiste in realtà un’età più indicata per sottoporsi all’impanto di una protesi, anche se, idealmente, il momento più adatto è dopo i 70 anni. Ma l’indicatore più importante per capire che è il momento di sottoporsi all’intervento è il grado di disabilità al quale ci costringe l’articolazione usurata.
Articolazioni. L’artosi è una malattia degenerativa articolare che danneggia la cartilagine fino alla sua totale scomparsa rendendo così impossibili gli scorrimenti fluidi e indolori delle articolazioni. Le sedi più colpite sono la colonna vertebrale, il ginocchio, l’anca e le mani. In maniera specifica, per ginocchio e anca è possibile ricorrere a un trattamento chirurgico di sostituzione protesica.
Oggigiorno l’indicazione per una protesi d’anca ha una fascia d’età più ampia rispetto al passato; questo è dovuto al fatto che i pazienti richiedono una maggior funzionalità per il mantenimento delle normali attività motorie, soprattutto tra i 50-60enni. Grazie a nuovi disegni protesici, a nuovi materiali biocompatibili, a vie d’accesso mininvasive e alle caratteristiche “geometriche” di questa articolazione, la soddisfazione delle persone sottoposte a protesi totale d’anca, così come i risultati funzionali, sono vicini a quelli di un’anca normale. Questo ci permette di impiantarle con eccellenti risultati anche in pazienti di 50-60 anni.
In alcuni casi particolari (gravi patologie articolari congenite o problematiche post-traumatiche) può rendersi necessario il ricorso alla protesi di anca anche in pazienti giovanissimi (20 e 30enni) con risultati comunque soddisfacenti che riportano il paziente a una condizione di vita pressoché normale.. il ginocchio: meglio tardi. Il discorso cambia un po’ per la protesi totale di ginocchio, dove la funzionalità della protesi non ha ancora raggiunto quella di un ginocchio normale. Ecco perché questa operazione è riservata a pazienti di età media più elevata che hanno quindi esigenze funzionali più limitate.
Per il ginocchio, ancor più che per l’anca, è di rimandare quanto più possibile l’operazione di protesi. Tanto più che per il ginocchio esistono delle soluzioni terapeutiche non chirurgiche (come le  infiltrazioni, gli antiinfiammatori e la fisioterapia, e iniezioni di cellule mesenchimali), che permettono di procrastinare l’intervento con un buon controllo sul dolore e sulla mobilità articolare.
Per il ginocchio disponiamo di un’altra importante arma terapeutica del caso di ginocchia con gravi deviazioni (ginocchia vare o ginocchia valghe). Si tratta dell’osteotomia, un intervento destinato ai giovani (fino a circa 55 anni) che prevede il riallineamento dell’arto inferiore al fine di prevenirne il sovraccarico e quindi posticipare il più possibile l’eventuale ricorso a una protesi di ginocchio..