La Stazione Spaziale Internazionale si prepara ad accogliere il secondo volo con equipaggio della Crew Dragon di SpaceX – la prima missione operativa dopo quella dimostrativa del maggio 2020. La navicella “Resilience” è partita all’1:27 ora italiana di lunedì 16 novembre dal Kennedy Space Center in Florida, e dovrebbe attraccare alle 5.00 del mattino di martedì 17 novembre. La Crew Dragon si è separata con successo dal secondo stadio del razzo Falcon 9 ed è posizionata nella corretta traiettoria per agganciare la ISS.
. Un record personale. A bordo della capsula si trovano i tre astronauti statunitensi Michael Hopkins, Victor Glover e Shannon Walker e il giapponese Soichi Noguchi: quest’ultimo è appena diventato la terza persona nella storia ad aver lasciato la Terra a bordo di tre diversi veicoli spaziali, dopo i precedenti voli sulla Soyuz e sullo Space Shuttle. L’equipaggio si aggiungerà ai tre occupanti della Stazione Spaziale Internazionale e vi resterà per i prossimi sei mesi. Con sette astronauti a bordo, aumenteranno anche le capacità di condurre esperimenti in orbita.. Una nuova stagione di viaggi nello Spazio. La Crew Dragon è di recente diventata la prima capsula spaziale certificata della NASA dall’era degli Shuttle. Come le navicelle del Programma Apollo termina le sue missioni con un tuffo nell’oceano, ma il suo lanciatore è un razzo Falcon 9 con il primo stadio riutilizzabile. Anche la Crew Dragon è riutilizzabile e la NASA ha acconsentito di ricorrere ad hardware “riciclato” a partire dal terzo lancio operativo dei suoi astronauti, che dovrebbe avvenire nel 2021. SpaceX ha firmato contratti per oltre 3 miliardi di dollari (2,5 miliardi di euro) con la NASA per sviluppare, testare e far volare il suo taxi spaziale: per ora sono previsti sei voli di routine verso la ISS, e accordi simili sono stati stipulati con la Boeing, più in ritardo rispetto a questo tipo di missioni.
. Uno scambio equo. Delegando ai privati i voli in orbita bassa, la NASA spera di risparmiare denaro ed energie per le missioni su Marte e sulla Luna. A lungo l’agenzia USA ha pagato a caro prezzo i passaggi degli astronauti americani sulla Soyuz di Roscosmos: un biglietto sulla capsula russa arrivava a costare 80 milioni di dollari (67,5 milioni di euro)! I piani della NASA prevedono di non interrompere del tutto i viaggi sulla navicella russa e di proporre a Roscosmos una sorta di baratto: viaggi sulla Soyuz di astronauti USA in cambio di viaggi sulla Crew Dragon di cosmonauti russi. Ciò permetterebbe di avere sempre un mezzo di trasporto di scorta, nel caso uno dei due tipi di navicelle dovesse avere problemi. Ma i rapporti tra le due agenzie si sono raffreddati: sulla decisione peseranno anche valutazioni politiche.
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