Se per gli uomini al momento la scelta è univoca, esistono diverse tipologie di contraccezione femminili. Tra queste, i contraccettivi ormonali (contenenti estrogeno e progestinico) rappresentano oggi il metodo anticoncezionale più sicuro.

Gli anticoncezionali ormonali impediscono la maturazione dell’ovulo, mantengono il muco cervicale molto denso (e, dunque, non penetrabile dagli spermatozoi) e diminuiscono lo sviluppo della mucosa uterina (endometrio), rendendola inadatta all’annidamento dell’ovulo.

In questo scenario, gli ormoni in questione possono essere assunti in modi differenti (ma tra i quali non esistono differenze farmacologiche):

  • Tramite assunzione orale (pillola).
  • Per via cutanea (cerotto).
  • Attraverso la mucosa vaginale (anello).

A questi si aggiungono:

  • La spirale (o IUD, acronimo di Intra Uterine Device). Ne esistono di diversi tipi e forme, benché quella originaria fosse, per l’appunto, a spirale, e sono realizzate in materiale plastico, in genere associato a un metallo (tipo il rame). Vengono applicati all’interno della cavità uterina dal ginecologo ed evitano l’impianto dell’ovulo fecondato, rendendo di fatto l’ambiente inospitale.
  • Il diaframma, un vero e proprio “cappuccio” che si applica in vagina per proteggere l’orifizio uterino.
  • Il preservativo femminile, vale a dire una guaina di poliuretano molto sottile provvista alle due estremità di anelli, che va a coprire il canale vaginale impedendo la risalita degli spermatozoi. Si inserisce in vagina e deve essere associato a una crema spermicida.

La scelta dell’anticoncezionale da utilizzare è personale: deve rispettare sia le abitudini di vita di ciascuna donna che le eventuali esigenze cliniche di ciascuna.

Conosciamoli meglio.

Pillola anticoncezionale maschile non ormonale: di cosa si tratta?

La pillola: tipologie

Esistono diversi tipi di pillola anticoncezionale. Essa, infatti, può essere suddivisa anzitutto in:

  • Monofasica. All’interno di ciascuna confezione sono presenti 21 pillole uguali tra loro, contrassegnate con il giorno della settimana. La prima assunzione deve avvenire il primo giorno del ciclo mestruale ed essere portata avanti giornalmente fino alla fine del blister. Una volta terminato, prima di iniziare quello successivo, vengono eventualmente previsti 7 giorni di pausa, durante la quale compaiono le cosiddette perdite di privazione, spesso meno abbondanti e dolorose delle normali mestruazioni e di colore più scuro.
  • Pillola bifasica o trifasica. Si tratta di pillole contenenti dosaggi ormonali differenti a seconda del periodo del ciclo, ragion per cui – contrariamente a quanto avviene per la pillola monofasica – risulta fondamentale le compresse seguendo l’ordine indicato dalle frecce e dai numeri che le contrassegnano. Anche in questo caso, alla prima assunzione deve avvenire il primo giorno del ciclo.
  • Pillola a ciclo continuo. Può essere sia monofasica che bifasica o trifasica, ma al suo interno – anziché le canoniche 21 pillole – presenta 28 compresse. Esse, a loro volta, si dividono in pillole anticoncezionali effettive (21 o 24) e pillole placebo (7 o 4). Una volta completata una scatola, si inizia la successiva senza osservare la pausa di sette giorni.

La pillola: indicazioni

Qualsiasi sia la pillola, il suo effetto contraccettivo inizia con la prima compressa e si protrae anche nella settimana di interruzione tra una scatola e l’altra (o, per le pillole a ciclo continuo, anche nei giorni in cui si deve prendere le pastiglie placebo). Va da sé che, prescindendo anche in questo caso dal tipo di pillola, ogni dimenticanza diminuisce la sicurezza. Alcuni farmaci, inoltre (quali psicofarmaci ad alto dosaggio, barbiturici, antiacidi, carbone vegetale, lassativi, fibre e molti antibiotici) possono limitare l’efficacia contraccettiva della pillola, dal momento che ne diminuiscono l’assimilazione. L’interferenza dei farmaci, comunque, è minore nell’ultima settimana di assunzione e non si verifica se questi vengono assunti nella settimana di sospensione.

Per quel che concerne le tempistiche di assunzione, non esiste una regola assoluta. Sarà il ginecologo a stabilite, dopo la visita semestrale di controllo, l’eventuale periodo di pausa, che non deve comunque essere troppo frequente. In ogni caso, si sconsiglia di interrompere una confezione di pillole senza averla completata. Qualora, però, questo si rendesse necessario per motivi gravi, come nel caso di interventi chirurgici, è bene tenere a mente che facilmente si verificherà un flusso entro 2/5 giorni dalla sospensione.

Quando si inizia a prendere la pillola, vanno anzitutto eseguite delle analisi del sangue specifiche, che andranno poi ripetute annualmente. Per quel che concerne, invece, le visite di controllo, i ginecologi consigliano di fissarne una ogni sei mesi, salvo diversa indicazione.

Il cerotto

Ancora forse poco conosciuti, i cerotti anticoncezionali sono venduti in confezioni da tre. Durante la prima applicazione, andrà applicato un cerotto il giorno di inizio delle mestruazioni, mentre gli altri due andranno rispettivamente in sostituzione del precedente nello stesso giorno delle due settimane successive. Come per la pillola, dunque, vengono osservati ogni mese sette giorni di pausa, salvo poi riapplicare un nuovo cerotto all’ottavo giorno.

Il cerotto deve essere applicato solo sulle natiche, sull’addome e sulla parte alta della schiena o del braccio. Dopo averlo applicato, esso va pressato per dieci secondi e, successivamente, ne vanno fissati i bordi con il polpastrello. Sarà, infine, necessario controllare ogni giorno che sia ben applicato.

Per tutto il resto, valgono le medesime indicazioni della pillola.

L’anello

Terzo contraccettivo orale di questo elenco, l’anello anticoncezionale deve essere inserito direttamente all’interno della vagina: la prima applicazione deve avvenire tra il primo ed il quinto giorno della mestruazione.

Anche in questo caso, l’anello va tenuto per 21 giorni. Successivamente si osserverà la consueta settimana di pausa di 7 giorni, dunque allo scoccare dell’ottavo giorno si dovrà nuovamente inserire un nuovo anello. Allo stesso modo del cerotto, valgono le stesse indicazioni adottate per la pillola.

L’anello deve essere utilizzato entro quattro mesi dall’acquisto e conservato ad una temperatura inferiore ai 30 gradi.

Lo IUD

Come abbiamo avuto modo di anticipare, quando parliamo di IUD (Intra Uterine Device) facciamo riferimento un dispositivo di plastica con avvolgimenti in rame o medicato al progesterone, disponibile in diverse forme e dimensioni (tra cui quella primigenia a spirale).

Il ginecologo inserisce lo IUD con un apposito applicatore durante il periodo mestruale, così da essere sicuri non vi sia una gravidanza in atto. Esso ostacola la gravidanza rendendo l’ambiente uterino inadatto alla sopravvivenza degli spermatozoi e all’annidamento dell’ovulo fecondato. Allo stesso modo, anche la sua rimozione è necessariamente chirurgica.

Sconsigliato alle donne con mestruazioni abbondanti e dolorose e particolarmente indicato per donne che abbiano già avuto delle gravidanze, a seconda del tipo prescelto il dispositivo può essere tenuto da 2-5 anni. Prima dell’applicazione, la paziente deve sottoporsi ad una visita ginecologica e ad un pap-test.

Statisticamente ha una sicurezza molto elevata: si stima, infatti, che si verifichino da uno a due gravidanze all’anno ogni 100 donne. Nel caso in cui, invece, si verificasse una gravidanza nonostante la presenza della spirale, spesso questa può essere portata a termine senza pericolo per il bambino. Se, inoltre, si desidera una gravidanza prima della scadenza dello IUD, è sufficiente rimuovere il dispositivo.

Pillola dimenticata? Ecco come fare

Per ulteriori informazioni, consultare il sito di AIED Genova.