La Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro si svolge il 28 aprile di ogni anno, istituita nel 2003 dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO/BIT) con lo scopo di focalizzare l’attenzione internazionale sull’importanza della prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro e delle malattie professionali, oltre che sulla necessità di un impegno collettivo per la creazione e la promozione della cultura della sicurezza e della salute sul lavoro.

Numeri che spaventano

Gli anni passano e la tecnologia incrementa le proprie potenzialità, ma gli incidenti sul lavoro non diminuiscono: anzi.

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Secondo i dati dell’INAIL, nel 2021 – periodo in cui i dati sono fortemente influenzati dall’emergenza Coronavirus – le denunce di infortunio sul lavoro sono state 555.236 (+0,2% rispetto allo stesso periodo del 2020). Tra queste, figurano 1221 episodi con esito mortale (-3,9%). In aumento anche le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 55.288 (+22,8%).

Nel solo primo bimestre del 2022 (da gennaio al 28 febbraio), invece, lo stesso INAIL ha registrato un +47,6% di infortuni sul lavoro (121.994) e un +9,6% di morti (114) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

La ricorrenza

In occasione del 28 aprile, lavoratori, datori di lavoro, Governi ed Enti attivi nel settore della salute e della sicurezza in tutto il mondo – in collaborazione con l’Organizzazione internazionale del Lavoro (ILO) – sono pronti a porre l’accento sulla necessità di creare una nuova “cultura della sicurezza”.

La sicurezza sul lavoro al giorno d’oggi è un tema davvero caldo. Praticarla al meglio per ridurre al minimo e prevenire il più possibile gli incidenti sul lavoro e le malattie professionali (queste ultime, in media, causa di circa 6mila morti al giorno) è un dovere della comunità.

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