È notizia degli ultimi giorni che l’Istituto superiore di sanità (ISS) abbia messo a punto un nuovo prototipo di vaccino basato su una proteina comune a tutte le varianti. «I risultati di uno studio preclinico condotto in modelli animali di topo – si legge infatti sul sito dell’istituto – indicano il potenziale profilattico di una nuova piattaforma vaccinale sviluppata da ricercatori ISS contro il SARS-CoV-2».

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Lo studio – pubblicato la scorsa settimana rivista Viruses e condotto dai ricercatori del Centro Nazionale per la Salute Globale dell’Istituto Superiore di Sanità – ha dimostrato che questo nuovo approccio innovativo genera una risposta immunitaria efficace e duratura in topi infettati con SARS-CoV-2.

Il metodo utilizzato si basa su una nuova strategia, in grado di selezionare come bersaglio la proteina N, la quale – al contrario della più nota spike, coinvolta nello sviluppo degli attuali vaccini – non mostra quasi nessuna mutazione tra le varianti SARS-CoV-2 finora note. La ricerca, inoltre, evidenzia come la proteina N generi una memoria immunitaria a livello polmonare, che potrebbe essere garanzia di un effetto protettivo duraturo nel tempo. Nello specifico, il nuovo meccanismo è basato sulla ingegnerizzazione delle nanovescicole naturalmente rilasciate dalle cellule muscolari e, proprio in virtù di questo suo aspetto, potrebbe superare i limiti degli attuali vaccini sul decadimento degli anticorpi e la perdita di efficacia contro le varianti emergenti.

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