La definizione di sindrome metabolica comprende al proprio interno un insieme di fattori di rischio differenti, legati a condizioni che aumentano la possibilità di sviluppare patologie cerebrovascolari, cardiovascolari e diabete. Il rischio di contrarre sindrome metabolica, inoltre, aumenta con l’avanzare dell’età.

L’incidenza della sindrome metabolica spesso è parallela a quella dell’obesità e del diabete di tipo 2. Molto diffusa soprattutto negli Stati Uniti – dove oltre il 40% delle persone di età superiore ai 50 anni è affetto da sindrome metabolica – può essere sviluppata anche da bambini e adolescenti.

I sintomi

Coloro che sono affetti da questa particolare sindrome presentano, di norma, una quantità eccessiva di grasso corporeo, soprattutto a livello addominale. Si tratta del cosiddetto grasso viscerale, con conseguente variazione dell’indice di massa corporea (superiore, cioè, a 30). Tutto questo è associato a ipertensione arteriosa, alterazioni della glicemia plasmatica a digiuno, insulino-resistenza e dislipidemia.

Nonostante ciò, però, le persone che soffrono di sindrome metabolica spesso non presentano sintomi specifici: solo una sensazione di malessere diffuso. In assenza di una sintomatologia specifica, dunque, ciò a cui è bene prestare particolare attenzione sono i diversi fattori di rischio. Le cause, le complicanze, la diagnosi e il trattamento sono simili a quelli dell’obesità.

L’importanza dei controlli periodici

Quando si parla di sindrome metabolica, sottoporsi a screening periodici risulta fondamentale. L’anamnesi familiare e una corretta misurazione della circonferenza della vita e della pressione arteriosa fanno parte degli esami di routine che, spesso, possono fare la differenza.

Un approccio ottimale alla gestione del problema, inoltre, rende necessari una perdita di peso gradata e controllata, l’adozione di una dieta sana e di regolare attività fisica e, sulla base delle indicazioni del proprio medico curante, un eventuale trattamento farmacologico. Oltre a ciò, smettere di fumare e gestire al meglio anche altri fattori di rischio cardiovascolare risulta importantissimo sia in termini preventivi che di trattamento della patologia.

Le cure e i trattamenti

Curare la sindrome metabolica e ridurre i rischi per la salute a cui questa può condurre è possibile. Il modo migliore per farlo è aumentare l’attività fisica e ridurre il peso corporeo, ma in prima istanza è sempre necessario rivolgersi a medici e centri specializzati, in modo da garantire una gestione multidisciplinare adeguata della patologia.

Nel caso in cui lo specialista lo reputi necessario – ed esclusivamente dietro prescrizione medica – sarà inoltre possibile associare all’attività fisica e alla dieta l’assunzione di farmaci per ridurre la pressione arteriosa e la glicemia.