Durante gli ultimi 2 anni di pandemia abbiamo sentito spesso parlare della polmonite, a causa degli effetti del Covid-19.

Anche per questo è importante imparare a riconoscerne i sintomi. Vediamo insieme come si effettua la diagnosi e quali sono le terapie adeguate.

Che cos’è la polmonite 

I medici esperti in pneuomologia del Centro Medico Unisalus di Milano fanno chiarezza su cosa sia la polmonite e come trattarla.

La polmonite è un’infiammazione dei polmoni e del sistema respiratorio. Colpisce sia gli alveoli polmonari (spazi nei polmoni nei quali avviene lo scambio tra anidride carbonica e ossigeno nel sangue) che il tessuto interstiziale (tessuto tra gli alveoli).

Può essere monolaterale o bilaterale a seconda che interessi un solo polmone o entrambi.

Il 12 novembre celebriamo la Giornata mondiale contro la polmonite

Quali sono le cause della polmonite

Di norma è causata da infezioni batteriche e virali, come, ad esempio, il Covid-19. Più raramente è provocata da funghi e parassiti. Può anche svilupparsi a seguito di ingestione o inalazione di sostanze aeree irritanti e/o intossicanti.

Ciò che accade è che catarro, essudato e pus si accumulano nei polmoni solidificandosi e impedendo, di conseguenza, il passaggio dell’aria.

I sintomi da tenere in considerazione

Solitamente i sintomi si manifestano all’improvviso, in 24/48 ore o nell’arco di parecchi giorni.

I principali sintomi della polmonite sono:

  • Tosse.
  • Difficoltà respiratoria (dispnea).
  • Battito cardiaco accelerato.
  • Febbre.
  • Malessere generalizzato.
  • Brividi e sudorazione.
  • Inappetenza.
  • Dolore acuto al petto.
  • Mal di testa.
  • Asma.
  • Nausea.
  • Respirazione accelerata (tachipnea).

Quali sono le categorie più colpite

Ci sono categorie di persone più predisposte a contrarre questa infezione. Parliamo di neonati o bambini piccoli, anziani, fumatori, persone con il sistema immunitario indebolito e persone con asma, fibrosi cistica o malattie del fegato, dei reni o del cuore.

Diagnosi di polmonite

In caso appaiano uno o più dei sintomi sopra elencati, consigliamo di effettuare una visita presso il medico di famiglia. Questo ausculterà il torace con lo stetoscopio per valutare lo stato dei polmoni.

Una volta formulata la diagnosi e prescritta la cura, nel caso in cui i sintomi non migliorino entro 48 ore dall’inizio della terapia, è necessario effettuare una radiografia ai polmoni.

Radiologia domiciliare

Grazie alla possibilità, offerta da alcune cliniche, di usufruire della radiologia a domicilio, chi necessita di una radiografia può non spostarsi da casa per poterla effettuare. Pensiamo, ad esempio, a chi ha difficoltà di spostamento o movimento, ad anziani, malati, disabili o a chi è in quarantena a causa del Covid.

Come trattare la polmonite

Per curare le polmoniti batteriche vengono prescritti antibiotici. Solitamente i sintomi migliorano dopo 1-3 giorni.

Per trattare, invece, le polmoniti virali potrebbe essere sufficiente stare a riposo per qualche giorno. In questo caso, gli antibiotici sono inutili. Potrebbe, però, rendersi necessaria l’assunzione di farmaci antivirali.

Ricovero ospedaliero

Se i sintomi sono gravi o se persistono nonostante le cure e se il soggetto corre il rischio di sviluppare complicanze causate da altri problemi di salute, potrebbe rendersi essenziale il ricovero in ospedale.

Nel caso in cui l’ossigenazione del sangue sia bassa, verrà praticata una terapia con ossigeno. Se la polmonite è batterica, poi, i farmaci potranno essere assunti per via endovenosa.

Complicazioni

La polmonite può dare luogo a complicazioni quali:

  • Insufficienza respiratoria.
  • Insufficienza renale.
  • Ascesso polmonare.
  • Setticemia (i batteri causa della polmonite passano nel sangue provocando un’infezione grave generalizzata a tutto l’organismo).
  • Pleurite (la pleura, membrana che riveste l’esterno dei polmoni e l’interno della cavità toracica si infiamma e provoca un’insufficienza respiratoria)

Polmonite e Covid

La polmonite interstiziale è propria delle infezioni virali. Tra queste, annoveriamo anche il Coronavirus.

È una forma piuttosto critica di polmonite infettiva, che colpisce l’interstizio. Cioè, il tessuto connettivo su cui sono disposti gli alveoli. L’interstizio, quindi, infiammandosi e ispessendosi, crea una barriera agli alveoli. Questi, dunque, non riescono a ossigenare il sangue ed eliminare l’anidride carbonica. Ecco che allora si ha un’insufficienza respiratoria grave.

La polmonite interstiziale dovuta a Covid-19, oltre ai sintomi già visti per la polmonite, può portarne altri. Quali ad esempio la difficoltà respiratoria, cianosi, mialgia e artrialgia.

Ovviamente la motivazione alla base di questa polmonite è l’infezione da Nuovo Coronavirus. Il virus, infatti, può portare a una risposta immunitaria esagerata che provoca fenomeni sia di fibrosi interstiziale sia di microembolia/trombosi dei vasi polmonari.