Come ogni anno, la Notte degli Oscar fa parlare di sé per diverso tempo, per svariate ragioni. Quella di quest’anno, però, ha visto dedicata un’eco particolare allo schiaffo tirato da Will Smith al comico Chris Rock, dopo che quest’ultimo ha esordito con una battuta poco felice sull’alopecia di sua moglie, Jada Pinkett Smith.

Che il gesto in sé sia condivisibile o meno, dipende dal singolo. Ma, da un punto di vista informativo, a questo punto sorge spontanea una domanda: quanto ne sappiamo su questa patologia?

Tipologie di alopecia

Letteralmente, la parola “alopecia” significa “perdita di peli” o capelli. Si tratta, di fatto, dell’improvvisa perdita di capelli o di altri peli del corpo.

Benché la caduta dei capelli sia un problema prettamente maschile, l’alopecia è una vera e propria patologia e, proprio per questo, può riguardare anche le donne. Possiamo comunque distinguere diverse tipologie di alopecia:

  • Alopecia androgenetica. Fa capo a quella che comunemente viene chiamata calvizie, la tipica caduta dei capelli che riguarda circa l’80% degli uomini.
  • Alopecia areata. Si tratta di una vera e propria malattia autoimmune organo specifica, in cui il sistema immunitario riconosce una parte del bulbo pilifero come estraneo e lo distrugge, provocando una caduta dei capelli che, di fatto, risulta essere una risposta infiammatoria autoindotta. Questo tipo di alopecia è caratterizzato da un’improvvisa caduta dei capelli in piccole chiazze, normalmente di forma rotondeggiante od ovulare. Un cambiamento che causa spesso disagio e ansia, andando a impattare in maniera alquanto negativa anche sulla qualità della vita delle persone. Soprattutto delle donne.

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L’alopecia femminile

Secondo i dati, oggi in Italia l’alopecia femminile colpisce circa 4milioni di donne ogni anno.

La maggior parte della popolazione femminile colpita da tale patologia ha un’età superiore ai 50 anni, o comunque manifesta i primi sintomi a seguito della menopausa, in concomitanza con i conseguenti cambiamenti ormonali.

L’alopecia areata

Come abbiamo avuto modo di anticipare, nel caso dell’alopecia areata ci troviamo di fronte a una malattia autoimmune, causata da una vera e propria disfunzione del sistema immunitario che, non riconoscendo più i follicoli, finisce per attaccarli e per bloccarne la normale attività.

Questa particolare patologia colpisce circa il 2% della popolazione, sia uomini che donne. Il primo sintomo manifesto è, chiaramente, rappresentato dalla caduta dei capelli, che nelle fasi attive della malattia arriva a colpire anche più del 30% del totale. La malattia può colpire in maniera più o meno uniforme una determinata area del corpo o a chiazze, e talvolta vengono coinvolti anche peli di altre parti del corpo, quali ciglia, sopracciglia e barba. Per queste ragioni, viene di norma distinta in:

  • Alopecia a chiazze, quando vengono coinvolte solo alcune zone prive di capelli o peli.
  • Alopecia totale, quando la perdita di peluria si manifesta in tutto il cuoio capelluto.
  • Alopecia universale, nel caso in cui dovessero cadere tutti i capelli e i peli del corpo.

Alopecia areata: le cause

Non esiste una causa univoca a cui ricondurre l’alopecia. Essa, infatti, può avere cause genetiche, ormonali (legate, ad esempio, a una disfunzione della tiroide), nutrizionali (come spesso avviene nei soggetti anoressici), psicologici o chimico-farmacologici.

La diagnosi è di norma è clinica, basata su un’anamnesi accurata e alcuni esami non invasivi, quali quelli del sangue, la tricoscopia (o dermatoscopia del cuoio capelluto) e la microscopia confocale. Solo in alcuni casi possono essere richiesti anche una biopsia del cuoio capelluto e un esame istologico.

Non essendo possibile prevenire in maniera univoca, la cosa migliore da fare è rivolgersi a uno specialista non appena si sospettano i primi sintomi. Solo un dermatologo, infatti, può diagnosticare correttamente l’alopecia e aiutarci a individuare in maniera tempestiva un trattamento adeguato alle nostre esigenze

Come trattare la patologia

Avendo cause variegate, l’alopecia ha anche trattamenti diversi. A prescindere dal motivo scatenante, però, solo di rado il problema si risolve spontaneamente, soprattutto se alla base del disturbo c’è un problema organico. Si stima, infatti, che la percentuale di guarigione spontanea si aggiri fra il 34 e il 50%. Nella maggior parte dei casi in cui a ricrescita dei peli avviene senza alcun trattamento, comunque, ciò avviene entro un anno dall’inizio della malattia.

Tra i medicinali principalmente utilizzati nel trattamento di tale patologia, risultano particolarmente efficaci quelli che influiscono sulla componente autoimmune dell’alopecia areata (come i corticosteroidi), benché non manchi l’applicazione di sostanze che sensibilizzano la cute.

Qualsiasi cura si scelga di applicare comunque, dev’essere protratta per almeno 9-12 mesi prima di poterne valutare l’efficacia.