A soli 67 anni Bruce Willis si ritira dalle scene. Poche ore fa il celebre attore americano ha dovuto annunciare la fine della propria carriera a causa di una diagnosi feroce, inaspettata, un fulmine a ciel sereno: quella di afasia. Ma di cosa si tratta?

La malattia

L’afasia è una “malattia silenziosa”, a causa della quale si finisce per non capire ciò che viene detto oppure non riuscire ad articolare frasi di senso compiuto.

Generalmente si manifesta dopo un ictus o un trauma cranico, ma può anche essere silente e palesarsi a seguito di una patologia neurodegenerativa come, ad esempio, l’Alzheimer. Di norma è dovuta a un danno alle aree cerebrali responsabili del linguaggio, che si trovano sul lato sinistro del cervello.

Aprile è il mese della prevenzione dell’ictus cerebrale

Fino a qualche anno fa le diagnosi di afasia erano rare, ma solo perché la conoscenza della patologia era assai limitata. Oggi si calcola che solo in Italia ne siano affette oltre 250mila persone: negli Stati Uniti si tocca addirittura il milione di diagnosi certificate, con circa 180 mila nuovi casi l’anno).

I sintomi

L’afasia colpisce le funzioni strettamente collegate con il linguaggio. Chi ne è affetto fatica a comprendere ciò che gli viene detto e ha difficoltà nel mettere insieme frasi di senso compiuto, finendo ad esempio per sbagliare la costruzione grammaticale o per produrre male i suoni delle parole. A ciò si aggiungono, poi, problemi nella lettura, nella scrittura e anche nel fare calcoli.

L’afasia si accompagna spesso ad altri a disturbi, come la difficoltà nel controllare i muscoli utilizzati per parlare (disartria) o la difficoltà a deglutire (disfagia).

Le cure

Ad oggi purtroppo non esiste ancora una cura farmacologica per l’afasia. Nonostante questo, è previsto un iter riabilitativo attraverso l’utilizzo di esercizi di logopedia.

I margini di miglioramento, chiaramente, sono diversi in base al singolo caso. Dipendono dal tipo di lesione celebrare subita, dall’area del cervello danneggiata oltre che dall’età e dallo stato di salute della persona afasica.

La patologia, inoltre, è purtroppo degenerativa. Anche per questo è fortemente improbabile che Bruce Willis possa in qualche modo tornare mai a recitare.