Il 15% delle malattie croniche dell’apparato respiratorio è legato allo smog. Solo nel nostro Paese, secondo i dati rilasciati dall’Agenzia Europea per l’Ambiente, nell’ultimo decennio si sarebbero potute evitare almeno 50mila vittime se la qualità dell’aria fosse stata migliore.

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«L’apparato respiratorio è la prima porta d’ingresso nel corpo dell’aria che ci circonda. Sappiamo ormai che l’inquinamento è causa di malattie respiratorie acute e croniche», ha più volte spiegato Sergio Harari, uno dei maggiori pneumologi italiani.

Insomma, il cambiamento climatico preoccupa sempre di più. Molti Stati, nonostante le problematiche legate alla pandemia e alla crisi ucraina, stanno lavorando per invertire la rotta. A fungere da faro in questa lotta è l’Onu (Organizzazione delle Nazioni Unite) che ha dettato l’agenda per limitare l’uso dei combustibili fossili.

Nel frattempo, in Europa si è registrata un’inversione di tendenza che potrebbe segnare un punto di svolta. Per la prima volta, a dicembre dello scorso anno, la vendita di auto elettriche ha superato le immatricolazioni diesel. Più di un quinto delle vetture messe su strada erano 100 per cento elettriche, mentre quelle diesel si sono fermate sotto al 20 per cento. Nel dettaglio, 176mila nuove auto elettriche hanno cominciato a girare nel corso dell’anno che ci siamo lasciati alle spalle, facendo registrare una crescita pari al 6% rispetto al 2020.

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In questo scenario, in Italia, le auto elettriche vendute sono state ben 67mila, che in termini assoluti equivale a un aumento del 107,6 per cento rispetto al volume di vendite dell’anno precedente. Proprio nel nostro Paese, poi, è nata un’azienda per cui il tema della transazione ecologica è centrale. Si tratta di Free2Move eSolutions, che progetta, produce e commercializza sistemi di ricarica per auto elettriche e ibride. Una joint venture tutta Made in Italy tra Stellantis e Nhoa, che è al lavoro per il futuro.

Il primo passo è la costruzione della più ampia rete di ricarica elettrica rapida. Atlante, questo è il nome con cui è stato ribattezzato il progetto e inizialmente coinvolgerà il Sud Europa. Sarà la prima rete integrata al 100 per cento con la rete elettrica (vehicle-grid-integrated, VGI) e alimentata a energia rinnovabile. Un piano ambizioso che entro il 2025 prevede l’installazione di 5.000 punti di ricarica rapida. E per il 2030 l’obiettivo è ancora più grande: l’installazione di 35.000 punti di ricarica rapida, tutti VGI e integrati con storage e energia solare.

«Nell’Europa del Sud circoleranno buona parte dei circa 50 milioni di veicoli elettrici che si presume viaggeranno tra 10 anni sulle strade del nostro continente. Atlante costruirà strutture di ricarica rapida per Portogallo, Spagna, Francia e Italia, dove oggi la rete di ricarica pubblica è ancora da costruire al 90 per cento: il progetto Atlante è quindi fondamentale e necessario se vogliamo che le vetture elettriche non rimangano un fenomeno circoscritto alle città», spiega Roberto Di Stefano, Amministratore Delegato di Free2Move eSolutions.

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Roberto Di Stefano, Amministratore Delegato di Free2Move eSolutions